Il 24 Gennaio 2015 è stata inaugurata una personale della pittrice Gabriella Ventavoli, dal titolo “L’ULTIMA CENA”, curata dal Prof. Carlo Franza.

L’artista si misura sul tema della natura, del mondo e dei 4 elementi che lo compongono, evidenziando la precarietà e preziosità degli equilibri che ci offrono nutrimento e vita.

Prof. Carlo Franza

L’opera ritenuta un vero e proprio capolavoro dell’artista milanese Gabriella Ventavoli, presenta un dipinto a olio di grandi dimensioni e appena realizzato in più parti assemblate, per creare una installazione dove, in un ordine geometricamente calcolato, elementi e simbologie diverse danno vita a un austero rito conviviale fortemente segnato dal presagio e dai simboli di memoria cristiana. L’opera va ritenuta non solo un autentico capolavoro dell’artista, opera di grande impegno e profondo significato, ma ripropone in una sintesi di intensa suggestione, aspetti e momenti diversi della sua produzione, e li riformula in una prospettiva di assoluta novità.

Sottolinea l’artista: “Siamo tutti invitati all’ultima cena, il pianeta depredato non potrà più nutrirci se continueremo a credere che le risorse siano infinite, se continueremo a inquinare e a distruggere tutta la bontà e la bellezza di cui è depositaria nostra madre terra.”

Per dare forma a un austero rito conviviale, Gabriella Ventavoli ha dipinto terra, mare e cielo in un’amalgama in cui la madre terra, terra generante, diventa la carne di Cristo, ovvero Cristo che ha raccolto attorno a sé poche cose e le ha organizzate, in un ordine geometricamente calcolato, che segnalano drammaticamente il presagio e i simboli della passione, dell’abbandono e del dolore.

L’universalità dell’opera della Ventavoli è tale da permettere a ciascuno di noi di leggere in essa la nostra storia, e la sua Ultima Cena non celebra solo un rito di addio, ma è anche capace di evocare simbolicamente la riunione di corpo e anima, dell’umano e divino, ovvero del cielo e della terra.

Immagini dell’Evento

Opere esposte